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POPACK

Popack è un’agenzia che unisce dati e tecnologia per lo sviluppo di contenuti nuovi ed esclusivi con la collaborazione di oltre 200 artisti contemporanei divisi per categoria: illustrazione, fumetto, street art, digital art etc.

In agenzia, oltre che esperti in Licensing e co-branding, sono presenti professionisti in experience design, graphic design, product design, tecnologie immersive (realtà aumentata e realtà virtuale) e sviluppatori. Tutti in grado di contribuire alla progettazione di esperienze ad hoc: dall’analisi dati e conseguente selezione dell’artista per stile e tematiche trattate, passando dallo sviluppo del set di opere in esclusiva per il brand, per concludere con la misurazione dell’impatto generato.

Per Milano Licensing Day sarà presentato in anteprima nell’’area “Meet the unexpected” il catalogo ufficiale per il biennio 2020-21. Il catalogo vedrà come protagonisti gli artisti di popack e i topic ai quali lavoreranno, come climate change, body shaming e diversità, produzione e consumo responsabile, oltre che alcuni tra i più importanti avvenimenti attesi: i 500 anni di Raffaello, i 600 anni della cupola del Brunelleschi, e ancora i 700 anni dalla morte di Dante e l’apertura della Time Capsule di Yahoo.

ALCUNI ARTISTI DI POPACK

ANDREA CASCIU

Classe 1983, vive e lavora a Bologna. Ha partecipato a diverse mostre tra le quali ricordiamo: “Mito donne arte urbana”, collettiva tenutasi a Firenze nel 2018, “Di segno in Segno”a Cagliari e una bipersonale alla Galleria Portanova di Bologna.

Attraverso l’indagine delle piccole mutazioni che il tempo opera sul corpo, approfondisce il rapporto dell’uomo con la propria immagine. Nei suoi lavori trapela il desiderio di immedesimarsi, di entrare nel nucleo più intimo della gente. Ogni persona può percepirsi nei volti iconici che dipinge, in un gioco di dissolvenze che sfida l’anestesia generale del mondo in cui viviamo. Le variazioni del volto di Andrea, che appaiono nelle strade, ci spingono a considerare i suoi murales come fossero specchi, a confrontarci con il nostro stesso riflesso, ma anche con quello di un ego planetario, condiviso e allargato. Una sovversione della quotidianità affrontata in modo ironico, sulla sottile linea di confine che separa singolo e moltitudine.

BRUNA VETTORI

È un’artista nata a Santa Caterina, nel sud del Brasile. Ispirata dalla natura e dalle sue continue trasformazioni, realizza opere dai tratti minimalisti e connesse alla sua essenza femminile.

La sua serie di illustrazioni dal nome Rotina & Rabisco, è diventato un libro edito da HarperCollins presentato durante la Biennale del Libro di Rio nel 2015.

Con le sue caratteristiche minimaliste e una calligrafia molto particolare, Bruna provoca una vasta gamma di sensazioni, la sua è un’arte che si connette con i nostri istinti e che cerca di dare una risposta ai grandi quesiti esistenziali. Le piace sperimentare una vasta gamma di materiali e supporti. I suoi lavori spaziano dalla pittura al disegno, dalla ceramica ai murales. Disegna su vecchi libri, mappe, atlanti del corpo umano.
A volte inserisce frammenti di poesie alla ricerca di una relazione tra la sua lingua madre e l’italiano.

CARLO GLORIA

La ricerca artistica di Carlo, artista torinese, è legata all’uso della fotografia, della pittura e alla loro commistione grazie all’intervento delle tecnologie digitali.

Ha partecipato alla mostra collettiva Arte al Muro presso il Museo Nazionale del Cinema di Torino, alla mostra CITIES THEY ARE A-CHANGING a Milano. Tra le mostre personali ricordiamo quella organizzata presso il Palazzo Leonardo di Torino e all’Espace Gt di Marsiglia.

L’artista ha realizzato anche alcuni interventi di arte pubblica in collaborazione con Bacardi Breezer e Juventus Fc. Per quest’ultima ha realizzato 8 murales digitali per il J Medical. Il concetto di riconoscibilità e di identità multipla sono al centro della sua ricerca. Nei suoi ritratti fotografici, quelli che lui definisce “affreschi digitali”, i protagonisti sono persone comuni che passano per strada, affaccendate nei loro impegni, uomini e donne che si affrettano nelle strade cittadine, la cui immagine stampata a parete a grandezza naturale è sfocata e annegata in un vuoto assoluto di bianco abbacinante.

CRISTINA GARDUMI

Vive e lavora a Pisa. I suoi disegni sono stati esposti a Torino, Roma, Madrid e Londra. Vincitrice del Celeste Prize e del Young Talent Warsteiner.

Il disegno per Cristina è lo strumento di un’indagine antropologica: la aiuta a comprendere meglio la realtà che la circonda, chi la abita, e se stessa come parte di questo grande quadro. Sente un forte sentimento di instabilità.

L’incapacità a riconoscersi nelle convenzioni sociali e religiose che regolano la nostra vita, la spinge ad aggrapparsi al presente, alla quotidianità.
Attraverso il disegno cerca di trovare una sua personale dimensione sacra e di fissare il limite a partire dal quale sa di non muoversi più sul piano delle cose ordinarie, ma di essere penetrata in un mondo radicalmente distinto, diverso dal mondo profano.

Usa il disegno per mettere alla prova i fatti e le situazioni apparentemente più banali. Sono racconti brevi, esercizi di pensiero, piccoli spunti di riflessione.

I personaggi si muovono sulla carta come attori in scena, e incarnano ruoli più o meno ben definiti. Sono uomini e animali insieme.

BOLO

Guidato dalla sua innata creatività e curiosità, Alessio Bolognesi, in arte Bolo, comincia a dedicarsi completamente al disegno cercando nuove strade per evolvere il suo linguaggio e approdare a nuovi temi.

Il tema centrale della sua produzione artistica è il rapporto tra uomo e natura, in ogni sua forma.

L’indagine che l’artista sviluppa nelle sue ultime produzioni da un lato mette in luce le conseguenze distruttive che i comportamenti dell’uomo hanno sul pianeta, dall’altra ritrae un mondo cacotopico in cui gli animali si rivoltano contro l’essere umano in difesa della propria sopravvivenza e di quella dell’ambiente in cui vivono. Resistenza, quindi, sia come resilienza della natura agli oltraggi perpetuati dall’uomo nei suoi confronti, ma anche come ‘persistenza’ dei rifiuti che, come ci ricorda la serie Mare di plastica, inquinano e distruggono l’ecosistema, e infine come esortazione a contrastare un sistema politico/culturale/sociale autodistruttivo.

Ha collaborato con Hidden Spirits Independent Label per lo sviluppo di grafiche d’artista.

IENA CRUZ

Federico Massa, in arte Iena Cruz, per realizzare i suoi murales usa una pittura particolarissima, che assorbe l’inquinamento e lo trasforma in aria pulita.

Da Milano si trasferisce a New York. Dopo un anno di vita a Brooklyn gli viene offerto, prima il visto d’ingresso per motivi artistici e poi la Green card per «extraordinary ability».

Nel 2011, insieme a stimati designer di Ferrari e Swarovski, è stato scelto per creare un’installazione personalizzata per Elephant Parade di Milano che è stata messa all’asta dalla casa d’aste Christie.

Ha posto la sua firma sui muri di molti palazzi disegnando straordinari murales dai colori vivaci e unici.

Hunting Pollution, il grande airone blu che guarda tutti dall’alto della facciata del grande palazzo in via del Porto Fluviale a Roma, è il più grande murales eco friendly d’Europa. È stato realizzato con la pittura Airlite, una pittura che trasforma le pareti in depuratori d’aria naturali con l’energia solare.

LORENZO MARABINI

Artista visivo, ha esposto a Parigi, Milano, Venezia. Tra le ultime mostre: Rivers of A.I.R. – Art Industry Recycling e Biennale del disegno di Rimini. Nel 2017 presso il Palazzo delle Stelline di Milano è stata allestita per l’evento Bottiglie Aperte la sua mostra personale “Animalia” – una serie di dipinti frutto di combinazioni insolite e sorprendenti aperte a varie interpretazioni.

Si tratta di figure fantastiche e grottesche capaci di suscitare incredulità e meraviglia: il fruitore non è un semplice spettatore ma è chiamato in prima persona a dialogare con l’opera, coinvolto in un’esperienza di composizione unitaria e creativa di elementi separati e diversi.

Animalia sottolinea la relazione di interdipendenza e di necessaria convivenza sostenibile tra tutti gli esseri viventi sulla terra, indifferentemente dalla specie e dal genere. Col suo lavoro Marabini affronta metaforicamente e ironicamente il rapporto con l’altro da sé. È uno sguardo sulla natura, sugli animali e infine sulla stessa identità sempre più indefinita dell’uomo contemporaneo.

MAX FERRIGNO

Nel 2010 espone a Milano, la mostra “Les Sucreries”, un successo che richiama l’attenzione di molti critici e appassionati di popsurrealismo. Nel 2018, presso la sede di Eataly New York Dowtown, è stata presentata al pubblico l’opera che l’artista ha realizzato per Galup, azienda produttrice di panettoni.

La collaborazione dell’artista con il brand piemontese dura ormai da diversi anni. L’ultima opera “Sweety Big Dream” ha portato alla creazione di una linea esclusiva di panettoni PopArt.

Nelle sue opere, i personaggi dei cartoni animati, le merendine e i giochi di una generazione diventano attori attivi, in un tripudio di colori accesi, intensi e dissonanti. Un linguaggio che sembra destinato ai bambini ma che in realtà è rivolto agli adulti. La cifra entro la quale si muove l’opera di Ferrigno è quella del giocoso, dell’assurdo e del grottesco, con una cura del dettaglio spinta fino al parossismo, e una serie di particolari che sembrano pescare nel territorio spurio del subconscio collettivo e della memoria atavica dei ricordi d’infanzia rivisitati in chiave horror e fiabesca.

MAX PAPESCHI

Max Papeschi arriva alla digital-art dopo l’esperienza da autore e regista in ambito teatrale, televisivo e cinematografico. Come artista figurativo il suo approccio con l’Art-World è stato d’immediato successo sia di pubblico che di critica. Il suo lavoro Politically-Scorrect, mostra una società globalizzata e consumista rivelandone i suoi orrori in maniera ironicamente realistica.
Dal Topolino Nazista al Ronald McDonald Macellaio le icone cult perdono il loro effetto tranquillizzante per trasformarsi in un incubo collettivo. Ha esposto i suoi lavori in molte gallerie in giro per il mondo.

Nel 2014 è uscita in Italia la sua autobiografia “Vendere Svastiche e Vivere Felici” edita da Sperling & Kupfer (Gruppo Mondadori).

MICHELE DE COSTANZO – MCAHNY

MCAHNY è figlio del suo tempo, cresciuto nella fase di sviluppo esponenziale della tecnologia ma con una discreta esperienza nel disegno e nella pittura. Dal 2018 si occupa della realizzazione di collage digitali e di interventi su tavola grafica.

Partecipa alla mostra collettiva Magnifica Presenza presso la galleria APS CREO.

Viene selezionato come artista emergente dalla Fondazione Modigliani per il progetto Moovart, esponendo presso Castel dell’Ovo a Napoli

Una sua opera è stata scelta per i manifesti e la comunicazione dedicati ai 500 anni della morte di Leonardo Da Vinci.

MCAHNY sceglie i grandi pittori del passato come protagonisti dei suoi interventi digitali: Antonello da Messina, Tintoretto, Raffaello, Hans Olbein, Leonardo, Van Eyck, per citarne alcuni.

Così tra orecchie sproporzionate, colori fluo, abiti improbabili, sguardi moltiplicati o sottratti e pezzi mancanti, MCAHNY rende loro omaggio con una visione vandalica e surreale, kitsch e romantica, ironica e profondamente seria.

PEETA

Lo stile di Manuel Di Rita, in arte Peeta, prende spunto dalla scultura e dal design industriale e giunge ad una personale esecuzione della pittura prima tridimensionale e poi anamorfica.

Fa parte dell’EAD crew di Padova, dell’FX crew e dell’RWK crew di New York.

Nato e cresciuto come writer, è oggi un artista multidisciplinare attivo nell’ambito della pittura, della scultura e del muralismo. Le sue opere lo hanno spinto ben oltre i confini italiani e la sua arte, attraverso festival e mostre di risonanza mondiale, è ormai approdata in tutti i continenti. Cerca di dialogare con il contesto confinante, rispettando le componenti strutturali e culturali che lo caratterizzano. Tramite la pittura anamorfica, che ridisegna illusoriamente i volumi delle superfici coinvolte, determina una temporanea sospensione della normalità suscitando la percezione alterata degli spazi e della realtà tutta.

Metaforicamente, il tentativo è quello di neutralizzare i preconcetti e svelare l’ingannevolezza della percezione umana.

SALVATORE ALESSI

È un artista di origini siciliane che approda alla pittura dopo una prima formazione nell’ambito della scenografia e della cinematografia.

Ha partecipato a diverse mostre nazionali e internazionali tra le quali ricordiamo: “Il mito del vero” a Palazzo Durini di Milano, “I quattro elementi” a Catania e la mostra “Venti anni” a Rome.

Espone anche alla Galleria Il Polittico, alla Galleria Studio MOCA e alla NeoArtGallery di Roma, alla Libra Contemporary Art di Catania con cui ha partecipato a due mostre collettive curate dal noto critico d’arte e curatore B. Buscaroli.

Oggi collabora con la RJD Gallery di NY e la Teodora Galerie di Parigi.

Nelle sue opere ci parla delle contraddizioni e della complessità della società odierna in una chiave sicuramente nuova a metà strada tra surrealismo, iperrealismo e alienazione. Utilizza la sua perfetta tecnica iperrealista per parlarci da vicino della solitudine in cui s’immerge l’individuo dei nostri tempi, arrivando così a una sorta di “Iperrealismo concettuale”, tramite il quale può parlarci delle problematiche attuali, senza perdere di vista l’elemento visionario e surrealistico.

VANIA ELETTRA TAM

Vania Elettra vive e lavora a Milano. Dopo gli studi alla NABA e alla Scuola di Grafica Pubblicitaria del Castello Sforzesco di Milano, lavora come designer nel settore tessile comasco, ma poi lo abbandona per dedicarsi esclusivamente all’arte.

Numerose le mostre realizzate in Gallerie d’Arte e in luoghi istituzionali, tra le più importanti va ricordata la sua partecipazione alla 54° Biennale di Venezia – Padiglione Italia.

L’ironia e la seduzione delle sue sceneggiature si sovrappongono a una velata critica sociale ma dallo sguardo sempre lieve, divertito e surreale. I rifugi casalinghi, la delicatezza e l’instabilità dei suoi microcosmi quotidiani ci mostrano autoritratti dell’artista mentre indaga le abitudini ossessive del mondo femminile contemporaneo.

I suoi ultimi lavori ci offrono una rilettura dei grandi maestri del passato, in particolar modo delle opere di Leonardo da Vinci. Le figure sono inserite in campiture geometriche che hanno un sapore vagamente pop nell’uso della tavolozza di colori.

CONTATTI

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